Ambiente: sul volantino distribuito dal sindaco

Sul tema della centrale a biomasse, e della tutela dell’ambiente in genere, il sindaco ha distribuito casa per casa un pieghevole con l’intento di “dissipare dubbi ed illazioni che ad oggi continuano a investire la mia persona, il mio operato e quello dell’Amministrazione Comunale che rappresento”.

Ci tocca precisare alcune cose. Per chi non volesse avventurarsi nell’analisi del testo, anticipiamo la conclusione alla quale siamo giunti.

Non capiamo che bisogno abbia il sindaco di giustificarsi se davvero ritiene che la costruzione di questa centrale sia una cosa positiva per gli abitanti di Rodengo Saiano.
Ma veniamo all’esegesi del testo.

ILLAZIONI
Le illazioni sviluppano un ragionamento da una premessa falsa. E’ innegabile che anche a Rodengo Saiano qualcuno usa questo metodo per mettere in difficoltà gli avversari.
Per quanto ci riguarda gli argomenti contro la centrale vengono da fatti innegabili:
- la centrale è pronta per partire
- nessun membro della maggioranza in carica, tolto il consigliere Nisi, ha mai messo in dubbio pubblicamente l’opportunità di un impianto di questo tipo nel nostro paese
- l’aria nella zona dove viviamo fa schifo a prescindere dall’entrata in funzione della centrale

Con queste premesse VERE, le affermazioni di chi ritiene che bisognerebbe diminuire le emissioni invece di aumentarle, non sono illazioni ma un diverso modo di immaginare il futuro della nostra comunità.

SCARICABARILE
Per una pagina e mezza il Sindaco dimostra che l’autorizzazione per la costruzione della centrale non dipende dal Comune.
Dopo tutti questi particolari uno si aspetterebbe che il Sindaco concludesse: “avrei voluto fare di più, ma non è in mio potere”.
E invece il Sindaco non si è MAI detto contrario.
In altri paesi dove il sindaco ha appoggiato la protesta dei cittadini, impianti simili non sono stati realizzati.

TUTTO A NORMA DI LEGGE
E ci mancherebbe! Se non fosse così prima o poi qualcuno finirebbe in gattabuia e la centrale sarebbe fermata.
Ci preme ricordare che un sindaco non fa SOLO quello che prevede la legge.
E Andreoli lo sa bene. Altrimenti molte delle azioni che caratterizzano il suo mandato non avrebbero visto la luce. Per esempio, giusto per ricordarne alcune, nessuna legge lo ha obbligato a mettere in ginocchio la scuola di musica, o a inserire nei regolamenti comunali norme discriminatorie, o a favorire l’assunzione di familiari degli assessori. Come nessuna legge lo ha obbligato a fare le cose buone che in questi anni ha fatto.
Nel bene e nel male, le azioni di un sindaco sono frutto di scelte ben precise.

MEMORABILIA
Poi leggiamo l’elenco delle splendide azioni realizzate dal sindaco a favore dell’ambiente.
BRAVO!
E chi le ha mai messe in discussione. Noi alcune cose le avremmo fatte diversamente, ma va bene anche così.
Il punto non è quello che avete fatto, ma quello che NON avete fatto.
Cosa pensa il sindaco, che leggendo l’elenco delle buone cose realizzate, il cittadino dica: “guarda un po’, non lo sapevo. Visto che ha cambiato il bus della scuola, allora va bene bruciare 35 tonnellate di legna al giorno senza che nemmeno un camino di quelli già accesi venga spento. Visto che la caldaia della scuola adesso è meno inquinante, allora me ne posso infischiare se il livello dei nitrati nell’acqua è vicino alla soglia critica”?

Invece di attaccare chi si permette di affermare che la crisi ambientale necessita di altre misure oltre a quelle adottate, prenda atto il Sindaco che c’è una fetta della popolazione che reclama altre misure.
Se lui non è dello stesso avviso agisca come ritiene giusto, ma non cerchi di far passare per scorrette le persone che chiedono di più.

TRASPARENZA OPACA
Un cavallo di battaglia del Sindaco è la commissione durante la quale avrebbe illustrato il progetto.
Prendiamo atto che secondo lui ILLUSTRARE un progetto significa:
- non mettere l’argomento all’ordine del giorno
- non fornire in anticipo materiale per consentire ai membri della commissione di arrivare informati
- trattare l’argomento di sfuggita a fine serata, dopo diversi argomenti quanto meno fantasiosi, dicendo: “C’è una richiesta di Paradello per una centrale a biomasse”.
- Rispondere con bugie alle domande dei nostri rappresentanti alla commissione.
DOMANDA: “Sarà utilizzato il calore proveniente dalla combustione?”
RISPOSTA: “Sì”.
DOMANDA: “Che cosa bruceranno?”
RISPOSTA: “Gli scarti delle loro coltivazioni”
DOMANDA: “Il Comune ha voce in capitolo?”
RISPOSTA: “No, abbiamo ricevuto l’informazione per conoscenza ma il comune non dovrà dare alcun parere”

Da parte nostra ammettiamo in quel momento di aver preso sotto gamba la questione. Al meglio delle informazioni in nostro possesso, delle energie a disposizione (in quantità e in qualità), quelle domande in commissione sono state il meglio che siamo riusciti a produrre. E non è stato abbastanza.
Sullo stimolo degli argomenti portati dal “Comitato no centrale” abbiamo approfondito la questione e abbiamo capito l’errore fatto a quel tempo di non aver contrastato da subito il progetto.

KYOTO
Beh, se la centrale rispetta il protocollo di Kyoto, allora siamo tutti più tranquilli.
Le politiche globali devono essere coniugate seguendo le esigenze delle realtà locali.
Un esempio assurdo può far comprendere cosa intendiamo dire.
Il famoso protocollo 20-20-20, prevede:
- 20% riduzione delle emissioni di anidride carbonica
- 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili
- 20% risparmio energetico
Se un comune togliesse l’energia elettrica agli ospedali, soddisferebbe il terzo punto!

Noi il protocollo di Kyoto lo leggiamo così: le zone iperurbanizzate (come la nostra) si preoccupino di abbattere i consumi e di diminuire l’inquinamento. La legna, se proprio si deve bruciare, si bruci dove davvero ce n’è in esubero, utilizzando la componente energetica principale (il calore), rendendo così equilibrato anche localmente il bilancio delle emissioni.

SCARICABARILE 2
Una intera pagina dedicata a sottolineare gli errori delle passate amministrazioni.
Bene, il cittadino ringrazia, visto che l’informazione è potere. Ma il cittadino gradirebbe anche che il Sindaco rispondesse alle domande senza scadere nella solita manfrina: “con quale coraggio mi dici che sto sbagliando, se anche tu in passato hai sbagliato”.
Delegittimando l’opposizione sfugge al confronto e non rende certo un servigio alla collettività.
Che poi, se il Sindaco ha agito con coscienza, dovrebbe ringraziare chi gli pone le domande perché gli offre l’occasione di spiegare quale idea di mondo perseguono le azioni da lui intraprese.
E poi, se proprio vogliamo giocare allo scaricabarile, come in altre sedi hanno fatto notare quelli che c’erano, Andreoli e Meneghello hanno fatto parte delle maggioranze democristiane degli anni passati. E alura!?

STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA
Altra caduta di stile. Se una cosa la dico io, è sacrosanta. Se la dice uno dell’opposizione lo fa per prendere voti.
Questo evidentemente è l’unico modo di fare politica che il Sindaco conosce.
Noi, francamente, ci fosse una maggioranza che facesse le cose che pensiamo vadano fatte, ce ne staremmo anche belli comodi sui nostri divani.

Rodengo Saiano, dicembre 2012
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